Ad un certo punto ho deciso che mi dovevo dare una mossa e scrivere ‘ste quattro cose. E dire un sacco di parolacce. Semplicemente perché posso e perché nessuno pare farlo. Perché è frustrante guardare le cose da lontano ed anche perché credo di avere qualcosa di diverso per la testa a parte la voyeuristica e diffusa indignazione del giorno dopo.
Il 15 Ottobre ho partecipato anche io alla manifestazione degli Indignados. Solo che sono da qualche mese ad Amsterdam. Ed ecco cosa ho visto: c’erano dei cartelli molto indignati. Applausi indignati, dread lock indignati, padri e madri molto perbene, molto alti, molto biondi e molto indignati. Alcuni spingevano passeggini, altri avevano bimbi sulle spalle con altri cartelli indignati. Perfino jam session indignate di una inaspettata qualità. I più indignati di tutti erano quelli di free hugs, probabilmente. Tutti molto indignati.
Il traffico era bloccato sulla Damrak. I tram fermi. Davvero un fottio di gente. Nell’ordine della decina di migliaia. Ma non è che c’è molto per cui indignarsi nel paese più felice del mondo e con il reddito pro capite tra i più alti del pianeta. Ci si indigna per quanto si può. E quindi è stata una gran bella festona indignata-quanto-possibile a due passi da una Dam Square apparecchiata per l’imminente Halloween o Ponte dei Morti o quello che vi pare, tanto qui non frega niente a nessuno ché vogliono solo divertirsi e fare soldi, senza troppe ipocrisie.
Poi torno a casa… E trovo la mia Capitale in fiamme. Non posso nascondere il primo pensiero di cui mi vergogno un po’: “Finalmente qualcosa si muove! Facciamo vedere a sti minchionazzi nord europei come si fa!”. Ed invece poi l’inevitabile delusione per gli irrazionali atti di violenza. Per quelli che solo in Italia chiamiamo black bloc. Denominazione che ha tutt’altro significato, basterebbe guardare Wikipedia. Scene già viste il 14 Dicembre scorso. Roba da anni ’70. E quindi il susseguirsi di: ”Oh, è un peccato!”. “Oh, la madonna sfasciata”. “Oh, ACAB”, “Oh, non avremo mai un movimento credibile”, “Oh, that’s why we can’t have nice things”.
Poi, Nezio su Facebook mi scrive (pressappoco) che sfondare i vetri delle banche e sfasciare le madonne non è la soluzione al problema e che, come in passato, avrebbe distolto l’attenzione dal REAL PROBLEM. Me lo scrive in inglese. Ed è stato solo in quel momento che ho iniziato a pensare per davvero ad una cosa: al REAL PROBLEM.
E il REAL PROBLEM è che noi non siamo l’Olanda. Loro non ce l’hanno i black bloc. Quelli che noi chiamiamo black bloc ci sono dentro fino al casco, nel REAL PROBLEM. Anzi, loro sono il REAL PROBLEM. O meglio sono la manifestazione più evidente del REAL PROBLEM. Tuttavia paiono tutti miopi, manco se ne parla dei black bloc se non per condannarli. Ma qual’è il REAL PROBLEM di sti giovini?
Ve lo dico io che in buona parte sono un cazzaro come loro. E lo farò in modo molto diretto: i giovini sono incazzati al punto di sfasciare le madonne perché le scuole puzzano di merda, sopratutto al sud. Perché chi cresce in Calabria o in periferia a Roma o Napoli vede e fa cose che da Perugia in su sono inimmaginabili. Perché ai professori di mezz’età non frega niente di fare un buon lavoro per qualche spicciolo, gli basta di andare in pensione tra un paio d’anni. Perché perfino le strade che ti ci portano a scuola fanno cagare, e la teoria delle finestre rotte fa il resto.
Perché la formazione politica nei licei è qualcosa che somiglia al tifo calcistico. Tipo i crip e i blood che si sparano in faccia perché hanno la bandana di colore diverso. Si parla davvero di “Comunismo” e di “Comunisti” come se fossero cose che ancora esistono nel 2011 e di “Fasci” e di “Cellerini” come se alla domanda di concorso per entrare nei carabinieri andasse obbligatoriamente allegata prova di discendenza paterna da qualche squadraccia dei ruggenti anni ’30 e non guadagnassero anche loro una miseria.
Perché ogni cosa che impari a scuola è vecchia e destituita dal legame con la realtà, si fanno associazioni di idee in autonomia meglio che si può e nessuno ti fa capire che un giorno sarai chiamato a contribuire a migliorare il mondo. Si arriva a diciott’anni a votare prendendo una decisione sul fatto che ti piacciono le dr. Martens o le Converse (aggiornare con i feticci di adesso). Mentre i partiti sono diventati istituti di formazione di marketing, ruffianerie o ragazze immagine e ci si forma politicamente nei Roma Club o Casa Pound.
Perché sono incazzato anche io che me la passo bene. Perché sono da qualche mese all’estero e mi rendo conto di quello che non ho avuto e di quello che sarei potuto essere. Perché da quando ho 15 anni ho visto le cose peggiorare, ogni anno, inesorabilmente. Ed i miei genitori ed i miei illusori mentori non se ne sono mai accorti o se ne sono fottuti. Perché nonostante so fare cose che il 99.9% della attuale classe dirigente non è manco in grado di capire, so che quando tornerò in Italia mi toccheranno 1000€ e a loro comunque 10000€. E, ripeto, io sono uno di quelli che se la passa alla grande, con una borsa di studio europea ed entrambi i genitori che mi mollerebbero tutto quello che voglio. Ho la netta sensazione che chi non ha niente o non sa fare niente è fottuto da un pezzo.
E allora? Qualche rigurgito nichilista ti viene se hai 20 anni, no? E che si fa? Be’, bisognerebbe dirgli che se ci si impegna si possono migliorare le cose, che da domani ci mettiamo tutti insieme e cercheremo un modo. Tipo che cominciamo con un abbraccio gratis, come in Nord Europa, dove sono tutti felici!
E invece? Col cazzo! Si prendono le distanze, come se ce ne fosse bisogno. Li si rinnega, come se si fossero auto-generati. Li si accusa, come se avessero colpa di esistere. E al solito si invocano tolleranza zero e nuove leggi per la sicurezza.
Io sono convinto che qualunque movimento che non faccia i conti con questa faccenda sia già sorpassato in partenza. Non basta fare appello ai giovani di buona volontà come negli altri paesi europei. Non basta organizzare manifestazioni fiche e rilassate con i 30enni pseudo hipster, i signori e le signore con la bandiera della pace, quelli con le bandiere di SEL e del Che, i giocolieri, i suonatori di bonghi e pretendere che tutti partecipino con gioia alla nuova primavera. Non funziona così perché i black bloc ci saranno comunque e rovineranno il flash mob che gli scienziati della comunicazione hanno organizzato con cura su twitter e facebook. Ma credo ci sia anche una soluzione:
Bisogna amare i Black Bloc!
Se fossi stato a Roma e avessi avuto la lucidità e le palle di farlo sarei corso ad abbracciarli, poco prima che si mettessero ad incendiare veicoli, mentre tutti gli altri indignati (i “buoni”) gli urlavano contro e polizia, gdf e carabinieri (i “cattivi”) gli avrebbero di lì a poco gonfiato il muso a manganellate. Gli sarei andato a dire che hanno ragione, ma che non è questo il modo. Che gli voglio bene. E che sono come me, che siamo solo dannatamente ignoranti ma sempre meglio dei nostri ottusi vecchi, che non sappiamo un cazzo di antagonismo organizzato, e che comunque non è colpa nostra: sono anni che nessuno è più in grado spiegarci niente. Che siamo molto più potenti di quello che credono e che siamo la stessa fottuta forza rinnovatrice. Che forse un futuro c’è. Avrei provato a convicere qualcun’altro ad abbracciarli. Sono in 150? Abbracciamoli in 300! Baciamogli i caschi neri e facciamogli vedere che vogliamo la stessa cosa: mandare in pensione una classe dirigente fallita.
Davvero qualcuno si accontenta od è soddisfatto delle ferme condanne alle violenze dei Preti, di Maroni o di Di Pietro? Mi dispiace, io non posso accontentarmi. Li devono amare anche loro! Lo devono dire che il peggio in Italia non sono 150 incappucciati vestiti di nero!
Come si fa a pretendere che nasca un movimento pacifico e costruttivo dal basso quando un intero paese è in stasi da decenni? Dove sono i nostri giornalisti che ci mostrano che Brasile, Cina, India e Russia hanno già vinto la partita e dobbiamo puntare sull’unica cosa che loro ancora non hanno, ma che stanno accumulando rapidamente investendo in ricerca: il know how? Dove sono i genitori illuminati dal ’68 e dal peace and love? Dove sono i cattolici che vogliono bene al loro prossimo? Dov’è il nostro rappresentate in parlamento? Uno che sia in grado di dire senza paura di perdere i voti di quegli stessi cattolici: “Io amo i black bloc! Li perdono per aver sfasciato una madonna! Ed inoltre, ho visto su Wikipedia che sono anni che sbagliamo a chiamarli black bloc. Sapete cos’è Wikipedia, no?”. Insomma, uno stronzo che dica una cosa ed una soltanto: la verità. Che l’unico modo per togliere i black bloc dalle manifestazioni è risolvere the REAL PROBLEM offrendo un’alternativa al nulla degli ultimi anni. Che in un certo senso la madonna l’hanno rotta 15 anni di opportunismi ed inettitudine, l’hanno rotta Bersani, Vendola, Di Pietro, Fini, Grillo, Bindi, Renzi, La Repubblica, la Gazzetta dello Sport, Minzolini, i nostri genitori che sanno l’inglese peggio del ministro La Russa, Mediaset, la Rai ed il disastro antropologico di cui parlano i Preti. Che dica che i black bloc sono esattamente come noi e che isolarli è ipocrita perché li vogliamo ed abbiamo bisogno della loro energia.
E già che ci siamo fatemi dire che vorrei abbracciare pure Carabinieri, Polizia e GDF, sopratutto quelli onesti che si prendono i sanpietrini in bocca per quattro spicci e con un organizzazione da guardia e ladri. Ma anche quelli frustrati che gli piace menare le mani, perché ci sono e anche loro fanno parte del REAL PROBLEM.
Sono anni che non credo più in nessuno e non ho nessuno da votare. Ma credo nei black bloc, perché è l’evidenza più forte che le cose non vanno bene e possono degenereare ulteriormente. Chi non fa i conti onestamente con i black bloc non va da nessuna parte. Chi non ha la forza di dire che non è colpa loro o è un codardo o è un cazzone. I tempi sono cambiati e non abbiamo manco gli strumenti per accorgercene! Mentre tutti prendono le distanze io vorrei abbracciare ‘sti cazzo di black bloc!
E buon pomeriggio.
UPDATE: Per un’Italia Più Violenta.
ma cosa hai scritto? Che vuol dire? Quelli che vengono alle manifestazioni coi bonghi e le clave stanno sulle palle anche a me, ma questo anticonformismo obgligato (perchè sia ben chiaro, NON E’ antagonismo, tu NON SEI antagonista) mi fa venire la gastrite.
Grazie! Era ora! Io NON SONO antagonista. Quello che voglio dire è che questo anticonformismo obbligato mi fa venire la gastrite.
Concordo TOTALMENTE con te Riccardo, questi sono i pensieri che mi pulsano in testa da giorni.
E’triste vedere come i più abbiano preferito perdere tempo a condannare gli avvenimenti piuttosto che iniziare ad annusare quest’aria di possibile cambiamento.
Un forte abbraccio dall’Italia.
Grazie.
Concordo IN PIENO! Questo buio momento di delazione, probabilmente, è solo destinato a peggiorare, ma è importante che la coscienza di alcuni (pochi o tanti) rimanga viva.
Grazie! Un abbraccio!
Anche se la rabbia che sfocia in violenza, in un determinato contesto, si può comprendere, la bontà delle azioni si valuta dai loro risultati. E per ora i risultati sono 3: la più grande manifestazione democratica degli ultimi anni è passata nel dimenticatoio in un amen; i “potenti” si sono sentiti autorizzati ad esprimersi in modo reazionario; le forze politiche che si oppongono allo estabilishment attuale non hanno guadagnato alcun consenso. Se devo giudicare dai risultati, quindi, potrei anche sospettare che le violenze durante le manifestazioni siano architettate da “qualcun altro”, qualcuno che aveva interesse ad ottenere proprio questo tipo di risultati. Del resto, ho l’età per dire “roba già vista”. Occhio…!
Infatti. Il risultato è che le manifestazioni violente hanno vanificato il senso della manifestazione in se stessa ed è quello che volevano! E poi vorrei aggiungere che questi Black Block non hanno niente a che fare con la povera gente che giustamente protesta, perché altrimente avrebbero più rispetto della gente che lavora e non avrebbero mai spaccato vetrine e incendiato macchine di gente che suda i propri soldi. I Black block sono solo figli di papà che fanno gli alternativi e poi girano con l’Audi TT (esempio diretto di persone realmente conosciute). La protesta non violenta di Gandhi non ha insegnato proprio niente?
MI SEMBRA UN PO’ ESTREMISTA LA TUA POSIZIONE… RICORDATI CHE CON LA VIOLENZA NON SI VA DA NESSUNA PARTE!!!! HAVE YOU LOST YOUR MIND? TELL ME WHAT YOU THINK WE CROSS THE LINE… NO MORE DRUGS FOR YOU PUSSY AND RELIGION IS ALL YOU NEED!!!
“HELL OF A LIFE” (KANYE WEST)
NOW TAYLOR, IM REALLY HAPPY FOR YOU AND IMMA LET YOU FINISH, BUT BEYONCE HAD ONE OF THE BEST VIDEOS OF ALL TIME. ONE OF THE BEST VIDEOS OF ALL TIME! “2009 MTV VMA” (KANYE WEST)
La migliore risposta di sempre?
La migliore risposta EVAH.
Love You man
il tuo articolo mi ha emozionato e commosso. non avrei potuto scrivere meglio tutto quello che mi sta passando per la testa in questi giorni. non posso che ringraziarti. daniela di padova
.. l’ossigeno dei black block..o block black… è questo vostro pensiero..!!!
Ma cosa.. pensate che nel mondo.. non esistono problemi come i nostri… pensate che nel mondo.. la politica.. sia fatta di perbenismi… di comportamenti corretti..?? Ma veramente siete così… “sognatori”…?? Pensate che negli altri paesi la politica.. non sia composta da zozzoni.. come in Italia..??? No..?? e allora come la spiegata una come le lewinsky.. in america..?? Smettetela… di dare ossigeno.. a persone.. che non sono degne di tale appellativo…. troppo decoroso.. per essere viventi provvisti di solo cervello… ma che haimè.. non sanno come usarlo..!! Altrimenti.. invece.. di fare tante …str…. creerebbero un bel progetto.. si presenterebbero da qualche parte… e come ghanno fatto molte persone… si farebbero le “palle”…!!! Ma quelle mancano… ecco il solo motivo che li spinge a quella prepotente violenza..!!!
Marcello mi dispiace ma non hai interpretato bene il discorso fatto nel intervento qua sopra, secondo me.
In risposta al tuo commento ti dico che sono persone che sanno usare il cervello e anche se non ero presente alla manifestazione, ho visto le dirette tv degli scontri non ho avuto l’impressione di aver visto un “marasma” di gente non organizzata. Ti passo questo link e ti consiglio di leggere questa intervista.
http://www.repubblica.it/politica/2011/10/17/news/black_bloc_piani-23345453/
P.S. Un consiglio per la vita, prima di criticare e di fare discorsi leggermente qualunquisti ti consiglierei un corso di punteggiatura prima che sia troppo… tardi! (mi sto riferendo al tuo uso, a mio parere, eccessivo dei 3 punti di sospensione, usa anche tu il cervello e ricordati che esistono le virgole!)
Molti inerpretano i black bloc senza conoscerli. Provenienza, umori, azioni, motivazioni, passato… Avete mai parlato con loro o letto quel che si scrivono fra di loro? Siete mai stati mossi dalla curiosità? Mi sembra che ci sia una troppo veloce voglia di interpretarli senza conoscerli.
Caro Riccardo,
mi permetto di postarti questa risposta – ahimé assai lunga – che ho scritto discutendo del tuo articolo. Spero possa giovare alla discussione, anche se è molto critica. Al momento di scriverla ero abbastanza indispettito, ma non ho voluto smussarla ma dartela così come l’avevo scritta: non avermene, perciò, ma apprezza il fatto che se ho speso tante parole vuol dire che il tuo articolo (perlatro scritto bene) ha suscitato almeno delle riflessioni. E questo è sempre un bene. Saluti senza troppi abbracci…
Mah… onestamente questa gara “italiana, troppo italiana” a spararla sempre un po’ più strana degli altri mi ha abbastanza stufato. Pare che dire qualcosa di mero buonsenso in Italia sia un tabù, la cui infrazione viene sanzionata con l’accusa del peggior perbenismo borghese pantofolaio… Stupisce la convinzione, anzi la presunzione di apparire meno “conformi” sparando qualche stranezza: mentre invece, in un paese che a tacer d’altro vota quasi ininterrottamente da 20 anni Berlusconi e il suo entourage, dire una cosa di semplice e banale buon senso è diventata una cosa davvero rivoluzionaria e anticonformista!.. Chiariamo solo tre cosette, che l’autore dell’articolo in vena di abbracci pare ignorare o non capire:
1) la “teppaglia” (perché tale si è dichiarata per facta concludentia), che ha ferito una città meravigliosa (la cui bellezza pubblica è una delle ormai poche cose rimaste anche ai più poveri) e che oggettivamente (e “fascisticamente”) ha impedito ai tanti di viversi la propria manifestazione, non è il frutto della rabbia generata da chissà quali indicibili soprusi: trattasi per la gran parte dei casi (gli ultimi arresti lo comprovano) di “rigazzini” e studentelli (che manco sanno che vuol dire la durezza dell’attuale mondo del lavoro e del suo precariato) e spesso poco proletari (di buona famiglia, estrazione borghese e così poco proletari da essere non solo inscritti all’università, ma anche a facoltà poco introduttive al mondo del lavoro). Ragazzetti che giocano al grande videogioco reale della guerriglia urbana, pensando di fare la Rivoluzione incendiando la macchina di qualche anima disgraziata, distruggendo qualche cassonetto e calpestando qualche Madonnina di coccio. Tanto poi passano i colf-netturbini a ripulire gli avanzi dell’esuberanza dei “giovin signori”. I veri sfruttati e diseredati, dai raccoglitori di pomodori immigrati ai licenziati in blocco dell’industria pesante, dai giovani del Sud (che spesso la fame spinge a fare i poliziotti o i carabinieri da Roma in su) alle sartine in nero di Barletta, “stranamente” non fanno queste cazzate: forse perché non hanno oggettivamente il tempo e la fantasia di dedicarsi a queste violente amenità . O forse anche perché di fronte a qualcosa che brucia la vita gli ha insegnato a pronunciare un semplicissimo e proletario “Uh, che spreco!..”. Un giovane del Sud, tanto abbracciato dal nostro autore che si compiace di vedere le fiamme dalla efficientissima e scicchettosissima Olanda, magari l’auto te la ruba (lui sì, vero “real problem” educato dalla durezza di una “vita ‘e mmerda”), ma non la brucia per vandalismo: è un lusso che non si può permettere. Una parola ancora a sostegno dei manifestanti pacifici (che ormai paiono particolarmente disprezzati): se volete fare la guerriglia da stadio, siete pregati di farlo in una vostra e solo vostra manifestazione. E non facendovi scudo dei cortei altrui, per quanto possiate disprezzarne il “borghese” pacifismo. Grazie.
2) In tutta la Storia gli atti di teppismo non han mai fatto una sola Rivoluzione: da Robespierre a Lenin le rivoluzioni sono proprio un’altra cosa. E, solitamente, data la incredibile carica di violenza che comportano (violenza che qualche volta ha fatto poi evolvere la Storia, qualche volta, ahimé, l’ha involuta), sono motivate non dall’indignazione o dal rodimento infinito di coglioni (cosa che provo anche io, ovviamente), ma dalla miseria più nera, quella vera: una cosa che nessuno qui fra noi sa minimamente cosa voglia dire. Non a caso fu proprio Lenin (un tipetto che di rivoluzioni se ne intendeva un po’) a definire le “spontaneità chiassose degli intellettuali” (e anche il terrorismo) come “un metodo di lotta intempestivo, inopportuno, che disorganizza non le forze governative ma quelle rivoluzionarie”: e almeno il terrorismo, pur nella sua follia, almeno persegue una razionalità maggiore del puro vandalismo da stadio! Ché poi, mi vien da sorridere, quando c’è stata una vera rivoluzione i primi ad essere decollati o fucilati sono stati proprio gli intellettuali oltranzisti e gli anarchici: anche perché la Rivoluzione – mi rammarico di dare un dispiacere a qualcuno – non dà il potere “A TE”… ma ad un altro e nuovo gruppo di potere o, ancor più spesso, ad un individuo carismatico, che spesso non odia nessuno quanto quelli che dicono cose simili a lui, ma non esattamente come lui. Quindi un consiglio ai sedicenti rivoluzionari e anarcoidi, che si sentono meno borghesi perché mettono una felpa col cappuccio: non auguratevi una rivoluzione, sareste i primi ad essere soppressi!
3) Tornando alla citazione di Lenin: cazzo, quanto aveva ragione! Guardate un dettaglio che nessuno pare prendere in considerazione: GLI EFFETTI. Il governo Berlusconi era sempre più alla frutta oramai e… PUFF, grazie ai “nostri impavidi eroi” da strada, si è bello che ringalluzzito e ha pure ripreso un paio di punti di sondaggio. E allora ditelo che in fondo in fondo Berlusconi&co. vi piacciono, perché poi così vi potete lamentare-vantare dell’Italia che va una merda, fingendo a voi stessi di essere chissà quali coraggiosi dissidenti che sfidano “il regime” (ché certo il nostro caro premier e la classe politica in generale ci stanno affossando, ma non certo perché c’è troppo Stato!!!.. Semmai perché ce n’è troppo poco!!! E troppo poco senso delle Istituzioni!!!..). Un’ultima parola anche sulla “Madonnina de coccio”: vi attaccate a questi simbolismi ridicoli, che non producono altro se non maggiore simpatia verso la Chiesa Cattolica! Come gli anarchici durante la Guerra Civile spagnola, che, fucilando pubblicamente le statue dei santi (e bruciando pure qualche opera d’arte sacra di valore), ottennero solo il risultato di allontanare le simpatie del popolo dalla causa repubblicana. Non a caso da Marx a Gramsci a Togliatti, questo tipo di bambinate gratuitamente blasfeme erano considerate tipiche degli intellettualismo borghese-illuministico da salotto e assolutamente controproducenti per smuovere le masse (che, piaccia o non piaccia, più sono povere più alla religione ci tengono).
Concludendo, chiedo venia mille volte per la lungaggine del discorso… ma anche a me rodono un po’ i coglioni!.. E non ho voglia di abbracciare proprio nessuno: ché se no dovrei anche abbracciare i giovani camorristi, che sicuramente hanno avuto qualche motivo in più per diventarlo di quanti ne abbia snocciolati il sociologismo pietoso del nostro articolista. Anzi: rivendico il mio diritto a non essere abbracciato. Grazie.
Domenico sono proprio d’accordo con te!
Faccio mia ogni tua parola, Domenico.
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…e se non è sociologismo d’accatto questo…
La mia posizione è chiara:
questi giovani, da qualunque parte essi vengano, hanno sbagliato nelle loro azioni, e fin qui concordo alla grande, ma prenderli come capri espiatori, come tutta Italia sta facendo in questo momento, mi sembra francamente un controsenso assurdo, e spiego subito qual è il controsenso:
200.000 persone erano lì a manifestare per un mondo migliore, o almeno spero, nelle loro intenzioni finali, giusto? E cosa credono forse queste 200.000 persone, di poter vivere in un mondo migliore “facendo fuori” questi ragazzi? Dove li mettiamo noi questi ragazzi? Li emargineremo? Li metteremo tutti al gabbio? Daremo a loro “una bella lezione” a pugni in faccia? Spiegatemi la soluzione voi, che ne faremo di questi giovani, che non erano 300, nè 800, nè 1000, ma molti di più quel giorno se contiamo tutta la gente che c’era in Piazza San Giovanni? Che ne faremo, sù, ditemelo! Dire che sono “figli di papà” è solo un modo veloce per lavarsene le mani, come se poi i figli dei borghesi, qualora lo fossero tutti, non fossero figli egli stessi di questa società.
Riccardo, colui che ha scritto quest’articolo, io non lo conosco, ma riconosco nella sua posizione la vera prospettiva rivoluzionaria, perché è l’unica che non lascia scorie di rancori. Potete pure etichettarlo come “sognatore”, ma etichettereste allo stesso modo quelle 200.000 persone che pensavano con un corteo di cambiare le sorti di questo paese.
La cosa che mi fa incazzare di più è vedere tanta gente scandalizzata e inferocita contro questi ragazzi e mai sentire tanta incazzatura contro i quotidiani soprusi a cui siamo TUTTI sottoposti, mai tante parole spese quassù con questi toni per i nostri governanti, mai, ci si indigna sì, ci postiamo le notizie di quella e questa ruberia, di questo e quel ricatto, ma mai altro, mai tanto discutere così animatamente dei porci che ci governano, mai. Complimenti a tutti, e grazie per tanto insperato paternalismo. Ci si indigna per un idolo distrutto (perché le immagini sacre altro non sono se non idoli e simulacri) e intanto nessuno che cristianamente porga l’altra guancia. Riccardo lo ha capito, è la posizione più dura, ma a lui va il merito di aver preso questa posizione coraggiosa e così tanto impopolare e così tanto profonda che pare, attenzione, pare, priva di buon senso. Ma egli ha capito tutto, non creare residui di rancore, così inizia il mondo che vogliamo.
grande domenico, condivido in pieno il tuo pensiero!!
Io ti volevo fare i complimenti per quello che hai scritto. Dopo tutte le cavolate sentite in tv in questi giorni, mi fa piacere che qualcuno abbia ancora la facoltà di riflettere seriamente.
Complimenti, mi è piaciuto davvero.
io piu che altro vorrei abbracciare quelle persone che hanno avuto paura sabato scorso e che hanno la “sfiga” di lavorare al centro di roma(come me)quelli che la mattina dopo si sono trovati la macchina distrutta o i negozi con i vetri rotti, quelli che hanno avuto paura che qualcuno faccia del male alla propria ragazza(come è successo ad un mio amico)però fa piu figo abbracciare gente sfigata che tira i sanpietrini o gli estintori come il dottor pelliccia…
mi piace il tuo modo provocatorio e concordo con il tuo dire “sono loro il real problem” ma non sono da abbracciare e nemmeno da osannare perchè non sono come me…io sono stufa di vivere in una realtà ipocrita e subdola,tutti che vogliono cambiare le cose, LA RIVOLUZIONE…ma fatemi il piacere…la vera rivoluzione è la presa di coscienza,è cambiare il proprio modo di vivere e di pensare…sfasciare tre macchine e guerreggiare con la polizia per poi guardare sull’i-phone se il video è uscito bene…patetico. Questi sarebbero i rivoluzionari? non sono atti di coraggio ma sfoghi di un attimo,fini a se stessi,se non pilotati ad hoc da un’istituzione che vuole tenere buona la gente con la paura…dobbiamo scendere in piazza e smetterla di bruciare macchine o sfasciare negozi…dobbiamo andare in parlamento ed occuparlo…licenziarli tutti e incominciare a scriverci le leggi…rivoluzionare questo vecchio modo di far casino e non cambiare mai niente…i nostri rivoluzionari sono patetici ragazzini …andiamo bene
m’hai fatto ridere e commuovere. riflettere. ti scrivo da un’italia che non sa. non sa che il 15 c’era una manifestazione. sa che a roma ogni sabato c’è qualcosa, questo sì, ma non sa più che cosa esattamente. ti scrivo da un’italia che non ha speranza e guarda solo al suo giardino, pianta i fiori, bestemmia al vicino. questo è tutto quello che abbiamo, in quest’italia da cui scrivo io.chi sono o chi non sono i black bloc o come si scrive. non lo so, non mi interessa più. e come a me son sicura che a tutta la gente della mia italia non interessa più. ci danno pillole di ogni genere via radio via tv quotidiani anche su internet. ecco ecco il REAL PROBLEM è un po’ lo stesso della madre di requiem for a dream, siamo totalmente fottuti. però va bene, anche nei commenti no? va bene, mi dico che da quest’italia cosa vuoi aspettarti? te lo scrivo ravanando le ultime erbacce. Io il 15 ottobre non avevo la corrente elettrica, perchè nell’italia medievale ci vogliono 5 giorni prima che te l’attivino. e come me chissà quanti, come me chissà quanti…tu dici sei “privilegiato” e un po’ mi sa che lo sono in parecchi, ma non così tanti, io che non ho privilegi di alcun tipo ma che non son neanche parte dei ragazzini cresciuti al sud nelle scuole descritte da te, beh niente, cosa devo fare ogni 15 ottobre? io non lo so che è il 15 ottobre. e allora continuo a insultare quello che passa e fa cagare il cane sul marciapiede e non raccoglie gli escrementi. ecco quello che faccio. però grazie.
ho pensato in questi giorni alle analogie tra quello che è successo a Roma e i riots dell’Inghilterra di quest’estate. Entrambe camuffate da rivolte politiche hanno in realtà svelato il lato più malato delle nostre società. Ragazzi senza presente, senza futuro, senza strumenti. Ragazzi che i genitori e la scuola non ha saputo formare e che ora sono fuori da tutto e che è molto più comodo bollare come black bloc, teppaglia, vandali che accettare come risultato di una politica cieca, avida che ha fatto crescere i propri figli come cani randagi, senza diritti e quindi senza doveri e senza rispetto. Di cosa dovrebbero essere rispettosi poi? di una madre-nazione che li ha rinnegati? di un padre stato che ha tagliato tutto in nome del denaro? Hai ragione. Non sono usciti dal niente. Sono nati e cresciuti in Italia. Sono figli dannati di un paese dannato.
In una parola: qualunquista. In due: qualunquista, e inconsistente.
la cosa che mi fa incazzare di questi “rivoluzionari” e che poi beccati, sono piuttosto vigliacchi, che il male ha radici profonde siamo tutti d’accordo.
Mi complimento per l’articolo, decisamente e ragionevolmente fuori dal coro. Mi permetto solo una piccola considerazione finalizzata ad evitare che le tue considerazioni decisamente realiste non vengano fraintese come banale sentimentalismo.
Per “amare i Black Bloc” cosi come tutti gli altri è necessaria una grande speranza. Una grande speranza per esistere deve basarsi su una grande certezza altrimenti è destinata a spegnersi nel breve istante di un sentimento. Questa certezza è ciò che manca, in questo momento storico più di ogni altro, dove l’ Italia e il mondo sembrano annegare in un mare di confusione. Questo è per tutti il REAL PROBLEM!
[...] Io Amo i Black Bloc [...]
Mi dispiace un po’ commentare ma sono giorni che ci penso e non posso farne a meno.
Hai scritto un mare di banalità mettendoci sopra una ciliegina come titolo, che facesse da specchio per gli allocchi e così partisse il dibattito. Forse il futuro è questo, chiacchiere innocue e la ricerca di un posto nel mondo, dal quale dimenticarsi di avere fatto tanto casino (in scatola) per ottenerlo. A me sembra molto simile al passato.
Non mi aspettavo tutta questa attenzione, non l’ho architettato, ma mi fa piacere che sia successo. E secondo me hai ragione. Il presente è questo: chiacchiere innocue e la ricerca di un posto nel mondo. Molto simile al passato. Il futuro non lo conosco. Che c’è che non va? Non so fare meglio, non sono né un saggista né aspiro all’universale. In tutto quello che ho scritto solo una cosa difendo come non banale, il resto lo si può buttare nel cesso: l’aver detto che nessuno pare essere realista e capace di ingoiare amaro. La maggior parte dell’opinione pubblica si schiera su posizioni preconfezionate vecchie di secoli. Preferisce i trash talk show politici e si fa distrarre dall’anti-berlusconismo, dai no-tav, da travaglio e da grillo piuttosto che considerare veramente i problemi.
Bravo
Paolo.. le cose sono due …o non hai letto tutta la nota che ti ho postato o non capisci un cazzo, e in questo caso è inutile che continuiamo a parlare.
ad ogni modo te ne ripropongo buona parte:
“Sabato la manifestazione doveva dividersi in “ via dei Fori imperiali”, lasciando agli antagonisti più decisi l’opportunità di provare ad arrivare al parlamento occupando la piazza antistante per poi dedicarla all’accampamento degli indignati “pacifici”.
Ciò non è stato neanche provato per colpa di quei 15enni teppisti amanti della violenza per la violenza.
Con ciò voglio delucidarvi, cari indignati, sul fatto che il fine è sempre stato considerato lo stesso, che siamo vostri compagni e non vostri nemici, che seppur non abbiamo bandiere abbiamo un’identità propria e una dignità personale, la quale sabato ci è stata tolta doppiamente: in primis dai decelebrati fautori del bordello; sucessivamente da voi che ci avete accumunato a loro.
Voglio informare voi cari che chi ha bruciato macchine, spaccato vetrine, distrutto santini, non era tra quelli che il 3 luglio in Val di Susa hanno cercato di riappropriarsi del cantiere ne tra quelli che il 14 dicembre a Roma hanno cercato di arrivare al parlamento.
E seppur ora siete dominati da odio, incomprensione e sfiducia, vi preghiamo di non generalizzare, di non chiederci “Cosa cazzo avete fatto?!” perchè non abbiamo fatto nulla che abbia mai potuto ledervi e da quelle vandale rappresaglie ci vogliamo dissociare.
Invece si c’eravamo in piazza S.Giovanni, non per odio ne per sete di guerra, ma per semplice difesa di un punto d’arrivo.
Non eravamo in 500, ma in 5.000. E saremo sempre di più contro un sistema che ha solo da togliere.
Per voi invece, cari giornalisti, cara Digos e quant’altro, mi spiace dirvelo ma a differenza di quanto pensiate non eravamo organizzati per niente. Se solo lo fossimo stati non saremmo qui a parlare di macchine bruciate o di vetrine distrutte, ma di occupazione del parlamento, di sabotaggio della Banca d’Italia e di sovversione ad un sistema che rimane mafioso e corrotto.
Per voi altri “pacifisti” che alla prima notizia di macchine bruciate avete accusato i nostri compagni presenti e indignati come voi, che come voi erano nel corteo vi dedichiamo un bel “vaffanculo”.
Un “vaffanculo” per non sapere ma voler giudicare.
Un “vaffanculo” perchè in Val di Susa ci incitavate a non demordere, ringraziandoci di essre venuti.
Un “vaffanculo” perchè sabato quando ne avevate bisogno ci avete chieste aiuto, limoni e malox
E infine per voi teppisti che avete trasformato Roma in un teatro dove siete stati attori della vostra stessa rabbia repressa, a voi che avete rovinato una grande opportunità, vi diciamo “arrivederci”, “arrivederci” a presto. La prossima volta non ci saranno i Cobas, la CGIL o i viola a urlarvi “VIA, VIA, VIA!”, ma ci saremo noi, e non saremo cosi clementi.
Si, siamo d’accordo con la sfasciatura simbolica delle banche;
si, non neghiamo l’uso della violenza per fini più nobili;
si, c’eravamo in piazza S.Giovanni;
no, i carabinieri sulla camionetta non sono scesi da soli ma li abbiamo fatti scendere;
no, seppur non cattolici non ci saremmo mai permessi di distruggere simboli offendendo credenze altrui.
no, ci dissociamo dall’assalto alle macchine di precari come noi;
no, non ci siamo mai permessi di rovinare cortei che non ci appartenessero.
NON GENERALIZZATE
Quello che chiamate “Al qaeda”
I black bloc hanno detto che questo “è solo l’inizio”… una minaccia bellica vera e propria. Sinceramente vivere in questo clima di terrore non è il massimo, sapendo che in qualsiasi momento chiunque si potrebbe trovare coinvolto in una “guerra”, così su due piedi.. secondo me il modo migliore per ribellarsi al sistema non è la violenza, perchè appunto poi si parla solo di quella! Secondo me TUTTI dovremmo smettere di pagare tutto.. ma TUTTI. Se lo fanno 100 persone e basta, beh, buona merda. rifletteteci…
In generale sono d’accordo con te, ma che nel calderone ci butti pure Grillo (che, per carità, di cazzate pure ne dice e ne fa) su questo dissento…lui è uno dei pochi che aveva già analizzato i problemi di questa nostra “italietta”, ha proposto e continuo a proporre vie alternative, e che nel bene o nel male, dice la sua senza paura di inimicarsi qualcuno.
Un sentito GRAZIE da parte del mio cervello!
dopo questi ultimi giorni in cui i miei neuroni avevano ormai deciso per l’estremo gesto, finalmente un po’ d’intelligenza (una cosa che non ci si può certo aspettare dai giornali…).
GRAZIE anche per aver precisato che in Italia usano i termini “black bloc” un po’ alla cazzo (e questo lo si deve sempre ai giornalisti).
Un’osservazion: tutta la gente che afferma cose del tipo “erano dei ragazzini viziati, borghesi etc.”, dice così perché li conosce personalmente? O_o
Saluti da un’altra scappata all’estero
io dico che il problema siamo tutti noi, nessuno escluso.
tutti i giorni siamo colpevoli, ma di cosa?
siamo colpevoli del fatto, che non siamo ancora abbastanza maturi, per un mondo migliore, altrimenti il mondo, sarebbe già qualcosa di meglio.
BALCK BLOC:
i black bloc sono solo persone ignoranti, una parte pagata, l’altra no, e servono solo per fare in modo che la gente/massa/popolo permetta l’applicazione di leggi di controllo, anzi, che le voglia proprio.
tratto da un dialogo fra Folco e suo padre Tiziano Terzani
FOLCO : ” ma se la vera illuminazione, fosse capire che il mondo è perfetto così come è? ”
la prima parte sopra dell’immaturità, è la mia interpretazione di questa frase.
Riccardo,
nonostante il tuo sfogo sia evidentemente l’espressione di una testa intelligente, oltretutto steso in forma davvero raffinata e per questo ancor più convincente, credo che ti sbagli su un paio di passaggi fondamentali..
Non mi sorprende che tu viva in nord-europa, perchè ho l’impressione che le tue riflessioni si sviluppino proprio secondo la tipica logica dei popoli nordici: se queste persone si comportano così un motivo deve esserci per forza! E invece io credo di no..io credo che la maggior parte di queste persone abbia sfruttato un momento di agitazione generale per dare sfogo ad una guerra che sta avendo luogo esclusivamente nella loro testa. Avrei capito il “bastoniamo gli sbirri!”, avrei capito il “spacchiamo la madonna!”, avrei capito il “bruciamo la caserma!”, ma allora perchè randellare gli altri manifestanti con una violenza indeterminata di cui non credevo capaci nemmeno i celerini stessi? Perchè bruciare un palazzo intero adducendo come motivazione il fatto che fra gli appartamenti ce n’era uno di un militare in pensione? Perchè devastare un piccolo supermarket a gestione familiare? Ma andiamo oltre…ti assicuro che la gran parte dei cosiddetti blackbloc sta economicamente meglio di me e di te, basti pensare all’ormai famigerato er pelliccia, “in guerra con qualcuno ma non si sa con chi” (parole sue). Aggiungi una buona componente di tifoserie capitoline di entrambe le squadre e, dai retta a uno che a Roma ci è nato e cresciuto, c’erano; oltre a qualche furbone di CasaPound che ha pensato bene di infiltrarsi per sfogarsi contro i tanto odiati fricchettoni nonchè contro le parimenti detestate forze dell’ordine..
Tutto ciò che resta sono un manipolo di imbecilli in ritardo con la storia (leggi Askatasuna), intenzionati a punire i movimenti pacifici per un presunto accordo stipulato con SEL, di cui personalmente sarei invece entusiasta.
Tutto ciò, prestandosi davvero stupidamente a convenzionali e collaudati giochi di potere in cui chi ci perde sono i veri poveri, che hanno molte più ragioni dei primi per essere incazzati, e che anzi lo sono, ma con immense dignità ed onestà.
Diversamente dal nord-europa, qui in Italia la gravità della situa è tale che non c’è più il tempo di chidersi perchè, di volerli a tutti i costi comprendere come se anche ciò che hanno fatto fosse espressione di qualcosa. Chi ha intenzione di costruire va aiutato, chi distrugge va isolato.
E la mia l’ho detta..
-Se IL NESSO (e sottolineo NESSO) di queste cose fosse stato scritto da un “adulto”,
sarebbe passato come stupido.
Purtroppo lo è comunque. (IL NESSO)
Ognuno scende in piazza e manifesta a modo suo secondo il proprio grado di cultura, l’importante è crederci anche se inutilmente magari.
La maggior parte della gente non è stupida e le cose le sa o almeno le avverte.
SI ha paura ma non vuol dire che non si è incazzati.
Per ora l’unica soluzione possibile sarebbe un’astensione totale dal voto.
Apparentemente sembrerebbe un gesto menefreghista e invece..
Provocherebbe nel Duemila e… in che anno siamo? Ah 2011:
-Una rivoluzione del pensiero a livello mondiale e se fosse solo questo, non sarebbe poco.
-Nessun politico verrebbe eletto
-Si eleggerebbero dei “commissari” magari di università di scienze politiche, neo laureati che avrebbero tutta l’intenzione di migliorare un paese facendo anche del “tirocinio”.
-Gli stipendi sarebbero statali anche per loro magari sotto forma di “stage retribuito”
-Il paese sarebbe unito veramente
Per ora direi che queste cose potrebbero bastare per sperare in un miglioramento.
Ma già certo.. questa cosa così semplice, è utopia o più comodamente “barzelletta”.
Meglio abbracciare quelli che hai detto tu..
Fallo davvero però o magari cercati un lavoro qualunque che fai prima o meglio ancora riferisci alle persone dalle quali attingi, che potrebbero cercarsi un lavoro anche loro nell’attesa che cambi qualcosa.
Il lavoro c’è solo che non ci si adatta, si vuole viaggiare comodi o stare seduti ad una scrivania, giustamente ente ente.
Oppure,
con tutto il rispetto per la “misera violenza”,
ci vorrebbe una bella ed ennesima guerra per poi ricostruire un paese tutti insieme, con i soldi dell’America, o di chi ci viene a “salvare” così aumenterebbe il debito e i banchieri sorriderebbero ancora di più.
Io non ho il conto corrente, naturalmente l’ho chiuso. Forse abbiamo una cosa in comune, neanche tu hai il conto corrente, attingi da quello dei tuoi.
Wikipedia? Ah ma c’è ancora gente che si ferma a wikipedia? Quasi quasi vado e cambio qualche informazione, tanto si può fare, tu ci crederesti.
P.s. Black Bloc=Far-Lock (Farlocchi) Non diciamo la stessa cosa.
Mi dispiace Mattia.
Anche tu sei una testa che funziona, non c’è dubbio, però a mio parere in queste posizioni così estreme permane un problema, anzi due, uno di analisi e l’altra di prospettiva.
Ma andiamo con ordine.
L’errore di analisi, che è poi quello che stanno facendo un po’ tutti, è nel non riuscire a distinguere due fasi differenti della manifestazione, o meglio, delle azioni dei cosiddetti “black bloc” o “violenti”, facendo grandemente di tutta l’erba un fascio, perché analizzare costa fatica, e porta a risultati talvolta ambigui, però abbiamo il dovere di accettare i fatti in toto.
Una prima fase è stata caratterizzata dall’assalto alle banche, alle automobili e anche al supermarket, e queste sono azioni sicuramente attuate da un manipolo di persone che ho difficoltà a definire, tanto stupide sono le loro azioni e così prive di efficacia, anche simbolica se vuoi, ma non so chi siano, in realtà non lo sa nessuno, non conosciamo nè i loro nomi nè le loro storie, però stando alle loro azioni le definirò coerentemente “stupide” in mancanza di altri elementi. Il fatto che quel giorno si siano comportate così però non mi autorizza certo a pensare che non possono cambiare, se pensassi questo non andrei alle manifestazioni, perché di certo alle manifestazioni non va chi nega la possibilità del cambiamento agli altri. Questo per quanto riguarda la prima fase.
Una seconda fase si è svolta in Piazza San Giovanni, e qui il discorso cambia, e di molto, perché le persone che hanno preso parte agli scontri son state parecchie, più di quante vogliamo far credere a noi stessi per poterci convincere che erano “solo-studentelli-figli-di-papà”, o “solo-quelli-della-curva”, o “solo-quelli-di-Casa-Pound”, o “solo-poliziotti-infiltrati”, o il mix “solo-studenti+ultras+CasaPound+infiltrati”. Sbagliato, non è così semplice, e costa fatica crederlo, evidentemente la composizione era certo più variegata. E allora cosa pensare? Penso che in questo paese una larga fetta di persone si sia rotta le palle dello status quo e abbia una gran voglia di dire a gran voce che è stanca di subire passivamente, e qui ovviamente si aprono strade diverse di azione. Personalmente sono per la strada della lotta senza alcuna violenza, ma non relego la dimostrazione di forza in piazza a semplice atto di idiozia, credo ci sia un malessere profondo alla base e non pretendo che tutti abbiano la mia, letteralmente, buona educazione offertami, e li ringrazio, da mia madre e mio padre. Purtroppo, non ci si faccia illusioni, non tutti possono contare su questa buona educazione. E con chi prendersela allora? Se son le stesse precarissime condizioni sociali a non consentire la migliore educazione per i nostri figli, come posso pretendere che questi si comportino come lord inglesi? Vedo tanta presunzione in giro sotto ‘sto punto di vista, e mi chiedo cosa ci andiamo a fare allora in piazza per costruire una società migliore quando siamo incapaci di capire le dinamiche che portano alle devastazioni umane e culturali (ben più gravi dei danni alle cose materiali) che ci circondano.
L’aforisma finale “chi ha intenzione di costruire va aiutato, chi distrugge va isolato” è quello che io definisco un – gigantesco – errore di prospettiva. Chi costruisce spero voglia costruire spazi di socialità diffusa, e spero che sia ben armato di pazienza, perché l’obiettivo finale sarà proprio quello di eliminare le sacche di emarginazione che producono questi violenti sabotatori di manifestazioni. Isolarli significa soltanto accrescere le loro frustrazioni e il loro rancore, il loro nichilismo, il loro non credere in nulla, il loro essere distruttivi, e, ancor peggio, autoditruttivi. Non è questo che dobbiamo augurarci, è contro questo che dobbiamo lottare, a costo di prendere le loro mazze in testa, quello che manca è sempre il dialogo, ma mai a darsi per vinti, mai a lasciare la pecora nera andarsi a perdere, e chi è cristiano, o dice di esserlo, dovrebbe bene ricordare a mente certe parole, “io non vengo per i sani, vengo per gli ammalati”, non stiamo certo qui per chi si sente irreprensibile, io almeno non vado a manifestare perché son più bello e pacifico degli altri.
Chi vuol capire capisca.
Ogni lotta deve essere contestualizzata e gli atti di sabato sono stati totalmente fuori dal contesto.Fini a se stessi.Ho l’impressione che gli idioti dal casco nero abbiano pensato di pararsi il culo stando all’interno del corteo e galvanizzati,allucinati da una logica di azione(tipica degli anni’70)non hanno voluto pensare che stavano sfilando assieme a bambini,vecchietti e persone in carrozzella.Se ne sono fregati perchè non hanno creato problemi davanti ai ministeri,non hanno incendiato le auto blu,non hanno fatto irruzione nei palazzi istituzionali.Questo sarebbe stato veramente un atto sovversivo degno di nota.Cruento ma sicuramente spettacolare perchè centrato sul problema vero:la nostra classe dirigente!
Per di più non hanno fatto concludere la manifestazione a San.Giovanni,metro di misura per ogni corteo,in quanto se la piazza è piena si contano circa 500.000 mila persone.
Urlavano a noi “pacifisti” del corteo che eravamo le “pecore del sistema” e che le cose non sarebbero mai cambiate a causa nostra.
La nostra intenzione,sabato,era un’altra.E il fatto che nessun gruppo organizzato avesse avuto un sistema di sicurezza interno la dice lunga e chiara su come volevamo proporci.Non era una manifestazione politica e tanto meno violenta.Era una manifestazione Morale.Indignati si e anche arrabbiati ma ognuno la teneva per se la rabbia perchè un popolo in corteo e sorridente è un’antidoto psicologico per i partecipanti e un monito per i potenti:siamo tanti,indignati,arrabbiati ma capaci di sorridere oggi e incazzarci tantissimo domani,quando meno ve lo aspettate.
Penso anche che gli atti sovversivi nel 2011 debbano essere più creativi e spettacolari.I coordinamenti civici,i comitati territoriali,i forum sociali ne sono una prova.All’interno di queste realtà sociali si studiano i casi concreti e insieme si arrivano ad elaborare delle soluzioni.
Se si è contro il sistema bancario perchè questi idioti che in teoria dovrebbero avere un cervello non hanno pensato a come entrare nel sistema informatico delle banche e distruggere qualsiasi software,informazione,database,invece di rompere un cavolo di vetro che dopo due giorni viene rimontato?Gli idioti erano tanti in piazza S.Giovanni potevano essere tanti anche seduti intorno a un tavolo e pensare a una soluzione meno invasiva per sabato,più d’effetto e lungimirante.
Si devono pensare altri modi per esprimere la rabbia.Avere una visione olistica del problema e trovare delle soluzioni che non siano solo volte alle violenza è sinonimo di una società effervescente,dinamica,brillante che sa di quello di cui sta parlando perchè ne conosce i contenuti.
A me sembra che gli idioti di sabato non avevano la minima percezione delle loro azioni e tanto meno conoscono i contenuti delle loro azioni perchè non si sono evoluti mentalmente e storicamente ma sono rimasti ancorati a un contesto ideologico anacronistico di dubbia valenza sociale,politica ed economica.
Violenza e paura viaggiano insieme.
Gli idioti sabato avevano una paura fottuta generata da varie frustrazioni e sopita dal loro stesso numero perchè quando si è in tanti ci si fa forza tutti insieme.Non hanno saputo vedere che intorno a loro,anche se con difficoltà,sono possibili altre prospettive.
Noi non avevamo paura.Continuiamo a non averla e lo dimostrano le centinaia di riunioni di questi giorni in tutta Italia per dare continuità e concretezza al movimento degli indignati.
Indignata si.Violenta e Pecora del sistema MAI.
Intelligentemente sovversiva e socialmente utile SEMPRE.
Mela
Su alcuni punti si può anche concordare.. ma tanti altri, tra i quali la visione dei Black Bloc.. è totalmente ridicola..
Si può essere d’accordo su alcuni tuoi punti.. ma la tua visione dei Black Bloc è allucinante e fuori dalla realtà
Ho 30 anni, sono laureato col massimo dei voti, parlo un buon inglese, ho 5 anni di esperienza dirigenziale e a causa dei “tagli” oggi sono disoccupato.
Io la vedo esattamente come Riccardo, la generazione dei nostri genitori ha ipotecato il nostro futuro, s’è giocata al totonero le nostre speranze e ha squagliato tutte le chiavi dei cassetti nei quali sarebbero dovuti essere custoditi i nostri sogni.
A chi oggi ha tra i 18 e i 35 anni non spetta niente.
Fati salvi i figli di papà, a tutto il resto non spetta nessun diritto, nessuna garanzia e soprattutto, nessuna possibilità di condurre una vita dignitosa.
Scommetto che siamo in molti che ci sentiamo dire dai dei nostri genitori “quando ti sposi?” “quando ti sistemi?”…Io risponderei a tutti loro con un grandissimo e corale VAFFANCULO, ma la razionalità deve prevalere.
In ogni caso io sono uno pratico e mi rendo perfettamente conto che, con manifestazioni “serene” striscioni “sereni”, sitting “sereni” e cazzate simili non si ottiene nulla. Sono assolutamente contrario alla violenza, ma come dice bene Riccardo, non siamo ad Amsterdam e tantomeno in Olanda. E non si tratta che noi italiani dobbiamo sempre fare le cose in grande o farci notare, i problemi sono seri e in un modo o nell’altro si deve trovare il modo di risolverli.
L’attuale classe dirigente (non parlo solo dei politici) se ne strafotte delle condizioni in cui versa il paese, dei problemi della maggior parte delle persone cosiddette “comuni”, del blocco dell’economia, che secondo me è in buona parte dovuto alla pressione di lobby di potere, a cominciare dalla chiesa.
L’attuale classe dirigente se ne strafotte di tutto, salvo che della propria autoconservazione.
Ho fatto a botte solo 2 o 3 volte in vita mia e ricordo quegli episodi come spiacevoli, ma se mettersi un casco in testa e bruciare il parlamento è l’unica soluzione per radere al suolo l’attuale merdosissimo sistema di potere, allora sono dei vostri.
A mio parere sono giovani che, stanchi di giocare alla Playstation, scendono in strada per continuare dal vero i giochi violenti del video.
Articolo molto interessante, stimolante, che però condivido solo in parte: prima di tutto i black bloc, qualunque sia la loro “storia”, sono quelli che qui identifichiamo con quelli che hanno sfasciato Roma, le etimologie sono spesso ignorate, ma non sono la questione qui. E credo anch’io che questa gente, per la maggior parte, non abbia nulla a che vedere col malcontento generale reale, con la povertà, con la mancanza di prospettiva; questa è gente che sente il malcontento raccontato alla tv e crede che sia suo, è il succo di metà Italia che condivide la necessità di un’alternativa politica ma ascolta gente come Grillo e altri demagoghi qualunquisti. E’ in gran parte gente che sta bene, che ha la Playstation 3, gli ultimi giochi usciti, e normalmente va allo stadio a fare a botte come passatempo. E ne conosco di gente così, da tanti amici a un qualunque mio cugino, tanto per fare un esempio, che va alle partite per fare a botte, ed è una persona che non dovrebbe lamentarsi di niente, ragionevoli o trascurabili problemi familiari e economici. Ecco, la gente che ha sfasciato Roma è gente così, gente che sta bene, è l’ipotesi più ragionevole, è come stanno le cose, senza troppe menate.
Però sono d’accordo che manifestazioni pacifiche come tutte le altre di questi giorni soffrono di un gran vuoto di convinzione, di una dose di realtà. Manifestare e suonare davanti a Wall Street mentre, appunto, si chatta sull’iPhone e facebook in tempo reale, si fanno foto con reflex da 500 euro e si torna a casa a giocare alla Play 3, tutto questo è il sintomo che la manifestazione non tocca ancora i veri tasti dolenti e non è realistica. Siamo tutti, tutti quanti, tu, voi, io che scrivo da un portatile comodamente sul letto, circondati da un alone di benessere consumista che non vogliamo sapere di abbandonare, o che molto più probabilmente non ci rendiamo conto di avere. Il consumismo ci ha per le palle, ed è per questo che a Wall street intanto bevevano cocktail di lusso alla faccia degli indignati per strada: lo sanno alla grande loro che quelli che manifestano sono tutte persone che lo fanno perchè sanno che è giusto, perchè è giusto e credo che lo sia davvero, ma che dopo torneranno a casa tranquille. Le manifestazioni sono giuste perchè se ne parla, smuovono coscienze, smuovono noi a parlarne, la cultura si alimenta di cultura, bisogna allenare le persone a pensare. E benchè io stesso ho criticato il consumismo che è causa del problema della crisi mondiale di se stesso, esso ci da i mezzi per acculturarci come mai prima. Ma tutto è destinato a cambiare troppo lentamente in questo modo perchè non siamo noi, qui, ad essere veramente nel bisogno, ma quelli che forse non hanno i soldi per leggere, o anche solo partecipare a questo discorso, perchè sono vittime del sistema dalla loro nascita, persone che devono lottare per i loro bisogni primari e che non vedono in chi ne parla come noi una soluzione rapida. Il problema è che la soluzione rapida non c’è, se non appunto quella di iniziare a rompere cose, ma facendolo nel giusto, che è una cosa che non so nemmeno se abbia senso! Sono i poveri che dovrebbero rompere cose nel bisogno, picchiare parlamentari, spaccare il paese e chiedere a gran voce parità. Ma la rivoluzione di cui stiamo parlando qui, di cui parla chi manifesta ora senza rompere niente, è una protesta di intellettuali, di intellettuali che stanno bene, e forse cambierà qualcosa, ma con tempi molto molto lunghi, incompatibili con ciò che ai nostri occhi richiede chi sta davvero male. Questa rivoluzione di cui parliamo è la rivoluzione di chi, è vero, prenderà 1000 euro al mese per un bel po’, ma ha comunque a casa il computer, l’iPhone, la Play3, la macchina nuova. Se non smettiamo di comprare cose all’ultimo grido senza che ne abbiamo veramente bisogno, il consumismo sarà sempre dominante, e dominerà a spese di altri, se noi stiamo bene e abbiamo un processore dual core e un bellissimo ipod da 50 g è perchè degli operai in Asia scavano ogni giorno tonnellate di minerali e terre rare per noi. Dobbiamo capire questo, capire che noi stiamo bene a spese d’altri, diffondere questa coscienza, ecco il ruolo di chi sta già bene come noi, per nascita, chè mica è colpa nostra se ci siamo nati nel benessere, però dobbiamo capirlo questo benessere e non darlo per scontato. Questa è la vera rivoluzione culturale che possiamo creare.
Scusate la lunghezza.
Sei un grande, hai messo per iscritto anche le mie idee, ti appoggio completamente.
Riccardo non ti rendi conto che quelli sono delle teste di cazzo? Riccardo, er pelliccia a me fà schifo? Riccardo, la prossima volta scendi e ti infili il casco? Riccardo quanto tempo trascorri davanti al pc? Riccardo lo sai che ci sono forme di protesta alternativa? Riccardo l’ esercizio della retorica è un bel passatempo…
Rispondere a questo messaggio mi da l’occasione di chiarire meglio alcuni punti a distanza di una settimana, grazie. 1. Il messaggio da portare a casa di tutto il post è che è superficiale, antiquato e scientificamente sbagliato levarsi dall’imbarazzo di fare un’analisi seria con frasi del tipo: “Sono criminali”, “Sono infiltrati, “Sono teste di cazzo”. Magari molti sono teste di cazzo e lo si può pubblicizzare quanto si vuole, ma i nostri politici ed opinionisti veri non possono esimersi dal considerare la cosa in maniera più ampia solo per soddisfare con meccanismi rodati i desideri di un’opinione pubblica e di un elettorato che si accontenta ottusamente del mostro in prima pagina. 2. A nessuno dovrebbe fare schifo nessuno. 3. La violenza è sempre merda, tuttavia esiste. A volte indossa il casco. 5. Tanto tempo, quasi tutto il giorno. Sempre più di quanto vorrei. 4. Fosse per me le forme di protesta potrebbero essere trattate esclusivamente come mera curiosità antropologica nelle università. Tuttavia sono ancora tristemente necessarie, credo. Non ne so quasi niente. 6. Sono d’accordo. Inoltre, se lo ritieni interessante, credo sarebbe meglio parlare più in generale di quello che ho scritto e non di me.
“Perché chi cresce in Calabria o in periferia a Roma o Napoli vede e fa cose che da Perugia in su sono inimmaginabili. “…ma che cosa stai dicendo? Sono di Terni..ho vissuto sei anni a Perugia…è tra le città più viziose e pericolose (una media di uno stupro a settimana) d’ Italia…ma che cosa diavolo stai dicendo? ma ti rendi conto? Prima di scrivere queste cose documentati o leggi perchè fai una brutta figura…
“Il popolo di Seattle ha imparato da tempo che la battaglia decisiva è quella che si combatte per ottenere l’attenzione dei media e il consenso dell’opinione pubblica. [...] Proprio per questo, però, le organizzazioni del popolo di Seattle sono rigorose nei principi della nonviolenza. [...] Un problema politico importante per il popolo di Seattle è come neutralizzare quelle minoranze violente di anarchici che si aggregano alle manifestazioni di massa per cercare lo scontro violento con la polizia.
A Seattle nel dicembre ’99 ci fu guerriglia urbana, ma il grosso delle organizzazioni (pacifisti, ambientalisti, sindacati e operai), riuscirono a far passare il messaggio di una loro assoluta estraneità alle violenze Con il risultato che un sondaggio di Business Week rivelò che il 52% degli americani simpatizzava con la loro protesta.”
Tratto da “San Francisco-Milano” di Federico Rampini. Capitolo “La protesta come arte.”
Io credo senza presunzione che la questione sia molto più semplice.
I nostri cari politicanti e affiliati hanno voluto oscurare la manifestazione allo scopo di far passare in secondo piano i molti problemi italiani.
Tutto quello che è successo a Roma il 15 ottobre è una strategia bella e buona,pensata e pianificata a tavolino con l’obiettivo di ficcare nella testa delle persone più o meno ingenue,che credono alle puttanate che guardano in tivvù, che scendere in piazza per urlare i propri diritti non è un nostro diritto, ma è rivoluzione che significa ambulanze, danni, feriti, disastro. Insomma uno scenario apocalittico.
e come si fa a creare tutto questo infernale caos, che produce solo rotture pericolose tra i cittadini italiani,ormai accomunati da un precariatò incombente altre mille mila problematiche????
Facile, basta accendere la miccia,buttando in piazza un manipoli dei detti Black block, che altro non sono che fascisti, menefreghisti e gente a cui piace distruggere e giocare a far la guerra,pagati appositamente per creare disagi casini e creare il tclima del terrore.
eppoi è facile che dietro di loro, sull’adrenalina del momento, corra qualche testa calda (come il tipo dell’estintore) che solo aspettava l’occasione per sfasciare distruggere o incendiare, fregandosene se c’è una manifestazione giusta o una pagliacciata, fregandosene se sulla sua stessa strada ci sia gente che manifesta per non perdere la propria dignità sul lavoro, e che manifesta anche per lui.
perciò sveglia ragazzi altro che black block e cagate del genere quella è gente super organizzata che gia sapeva cosa fare e dove e come colpire, cosa scrivere sui muri (carlo vive cucchi vive) cosicchè i giornali avrebbero potuto riservare le loro prime pagine a sputare addosso ai centri sociali, a fare i conti dei danni che roma ha purtroppo subito, a fare la caccia del colpevole.
lo scopo della manifestazione qual’era??? e boh chissà.. se ascolti la gente nei busi nei bar, non dice quali sono i diritti e i problemi per cui la gente è scesa in piazza, ma parla solo di black block
così si spiegano molte più cose.
perchè la polizia non ha fermato immediatamente il blocco nero che è arrivato ostentando caschi e bastoni?
perchè i blach block hanno buttato molotov contro quelli di sinistra e libertà?
perchè le fonti non convenzionali mostrano tutt’altro rispetto a ciò che è passato in tv o sui giornali nazionali?
vi propongo questa sintesi di un intervista al nostro cossiga di qualche anno fa, dove la strategia di cui parlo è molto chiara.
http://www.youtube.com/watch?v=Z0_XG3YvSzI&feature=related
A Leonardo da Leonello
Bravo ottima sintesi sono d’accordissimo con te.
Tra l’altro i vari “er pelliccia”(bisognerebbe rispolverare P.P.Pasolini e Valle Giulia) come si e’ visto sono solo dei cagasotto, di fronte agli investigatori trovano scuse da bambini capricciosi, quindi forse piu’ che capirli e baciarli bisogna mandarli dallo psicanalista.
Io avevo scritto qc sul G.P. di Carotenuto, ma il Riccardo elargitore di baci ai violenti a me non mi ha defecato.
Carissimo Riccardo (senza ipocrisia),
la violenza che c’entra con la liberta?
Non ti condanno per la tua “quasi” giustificazione dei BB e tanto meno penso che tu sia un minus habens ma,sabato scorso
in piazza degli stronzi incappucciati hanno spento una manifestazione pacifista punto e basta.
Il problema, caro ragazzo un po’ indignato,un po’ incazzato, un po’ benestante ed un po’ black bloc, e’ che partiamo da presupposti
diversi, tu consideri la violenza come conseguenza inevitabile ai disastri della finanza e politica,io penso inutile o addirittura un capriccio di figli di papa’ che da adulti magari diventeranno dei Giuliano Ferrara dei paolo Liguori,o dei Gasparri,La Russa etc.
Vuoi diventare un fascista pure tu.Un ragazzo con un bastone in mano, si qualifica per il bastone, non per le idee. Un ragazzo
che tira bottiglie in testa alla polizia (che sabato e’ stata corretta) non ha il diritto al dibattito, e forse neppure lo vuole.
Il lancio di pietre e’ il metodo di coloro che non hanno altri argomenti.
Se meni, sei gia uno sconfitto. In
un film ,anni fa’, Gian Maria Volonte disse: sei un cittadino democratico e io ti devo
rispettare. Ma le bombe che cazzo c’entrano con la democrazia?”. Vale
anche per i sanpietrini.
Dalla Polonia,buona giornata.
Fermo restando che il “vero problema” sono il berlusconismo e l’anti-berlusconismo e la conseguente “Sindrome di Arcore”, i vari Scillipoti,Cicchitto,Gasparri,Larussa ed il 90% del Parlamento sono loro il Real Problem e non i Black Bloc.
I Black Bloc solo una associazione tribale (nel senso piu’ negativo del termine),una degenerazione violenta del “vuoto” dei figli o nipoti della “Merda Mediasettiana”,dei facili guadagni,del protagonismo televisivo.
Non posso fare altro che ringraziarti: hai sintetizzato quasi tutto il mio post in queste 4 righe.
Vedi Riccardo,
anche se sessantenne avevo capito subito dove volevi parare e le tue buone intenzioni,
ma il tuo post era anche giustificatorio.
La tua tesi era un po’ il contrario della “frase tormentone” senza se senza ma, il tuo era “ma” “se” noi li baciamo…..
Io vedo nel “er pelliccia”,diventato simbolo di codesti BB, un super “baciato”(coccolato) a 24 anni e’ solo al primo anno di universita’ privata, genitori funzionari di banca, insomma non sono fino a che punto siano dei “sficati borgatari” esasperati o non siano the players di un demenziale gioco.
I veri esasperati assalirebbero i “Palazzi” non dei poveri sficati poliziotti, entrerebbero nel ristorante di Montecitorio, simbolo del “Magna-Magna”,non in una chiesa per prendere a calci
una statuetta simbolo religioso.
Riccaedo il tuo post se fosse stato scritto da un “adulto” sarebbe passato come stupido..
Valli ad abbracciare..
Fallo davvero però o magari cercati un lavoro qualunque che fai prima o meglio ancora riferisci alle persone dalle quali attingi, che potrebbero cercarsi un lavoro anche loro nell’attesa che cambi qualcosa.
Il lavoro c’è solo che non ci si adatta, si vuole viaggiare comodi o stare seduti ad una scrivania, giustamente ente ente.
Oppure,
con tutto il rispetto per la “misera violenza”,
ci vorrebbe una bella ed ennesima guerra per poi ricostruire un paese tutti insieme, con i soldi dell’America o di chi ci viene a “salvare” così aumenterebbe il debito e i banchieri sorriderebbero ancora di più
Io non ho il conto corrente, naturalmente l’ho chiuso. Forse abbiamo una cosa in comune, neanche tu hai il conto corrente, attingi da quello dei tuoi.
Wikipedia? Ah ma c’è ancora gente che si ferma a wikipedia? Quasi quasi vado e cambio qualche informazione, tanto si può fare, tu ci crederesti.
P.s. Black Bloc=Far-Lock (Farlocchi) Sii pratico per favore.
Il real problem è che in italia la verità non viene mai a galla…
http://www.youtube.com/user/Serviziopubblico#p/u/5/k0-b_HadtB0
Caro Riccardo,
tu dici di amare i black block?
Non è azzardata la tua affermazione? Dal filmato emerge un altro quadro…
Spero che tu rifletta, anzi che noi tutti riflettessimo cercando di non perdere la bussola…potrebbe essere deleterio per noi tutti…
Come dicono i due poliziotti…tra i violenti ci sarebbero frange di ultras…sono costoro che fanno quel che fanno perchè espressione di un real problem inascoltato o semplicemente violenti senza un secondo perchè non è applicabile la legge sul daspo?
Attenzione quindi ad amare qualcosa o qualcuno di cui non si conosce la vera identità!!! Attenzione…
Alberto e Leonardo io giustifico Riccardo ha sritto, si “sente”,un sofferto sfogo, i peggiori sono gli adultissimi preti come il don De capitani o la “poetessa” aiutodidatta Melandri, che lo riportano come un’icona contro il perbenismo dei veri indignati, forse Riccardo ci ripenserbbe a freddo invece loro sono solo dei piccoli piccolissimi borghesi pieni di astio.
secondo me la manifestazione pacifika nn serve proprio ad un cazzo… i black bloc hanno cercato di far qualcosa di diverso di mettere paura al governo… secondo me sono dei grandi
i cosiddetti “black bloc” sono stati inventati a tavolino per infiltrare meglio gli sbirri nelle manifestazioni di piazza; indignarsi e incendiare auto o spaccare vetrine delle banche non serve a nulla [serve solo a fomentare i media e gli sbirri contro il resto dei manifestanti (la stragrande maggioranza) e distrarre la massa verso altri "problemi" ossia quelli causati dai cosiddetti black bloc] servirebbe di + non usare l’auto e nn depositare soldi nelle banche; non consumare + determinati prodotti e scegliere un regime di vita vegan e’ secondo me (e nn solo secondo me) un vero atto rivoluzionario. (^__^)
Bel post. Dovresti farlo leggere a Buffon che come calciatore ha credibilità di fronte a tutti gli italiani.
Cazzo Ricky avremmo dovuto far più chiacchere li su al nord. Spero nella prossima visita. Un abbraccio!